Interessate anche tutte le Pubbliche amministrazioni. Le nostre richieste: lotta alle speculazioni, risparmio energetico, implementazione del lavoro agile e da remoto.
Il nuovo conflitto in Medio Oriente, unitamente ai riflessi ancora presenti di quello in corso tra Russia e Ucraina, oltre alle perdite di vite umane e alla messa in discussione dei principi generali del diritto internazionale e del ruolo degli organismi sovranazionali, sta producendo l’ennesima crisi energetica, accompagnata da una forte instabilità economica e politica.
Il conflitto, che interessa ormai tutti i Paesi del Golfo e il blocco dello stretto di Hormuz, inevitabilmente, sta provocando effetti immediati sull’aumento del prezzo dei carburanti e dei prodotti energetici nel nostro Paese, e contestualmente una forte riduzione di approvvigionamento di gas ed idrocarburi provenienti dai Paesi del Medio Oriente.
Esiti che da subito hanno interessato il costo alla pompa di benzina e gasolio e che, a breve, rischiano di avere rilevanti effetti inflazionistici, collegati direttamente ai maggiori costi del trasporto merci, dell’energia e dell’approvvigionamento delle materie prime, con nuove ricadute sulla tenuta del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, già falcidiati dagli anni post Covid.
Per tali motivi nella giornata di ieri la FLP ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, nella quale, nell’auspicare un deciso intervento del nostro Governo volto a riaffermare il valore ineludibile della pace e del rispetto del diritto internazionale e a ottenere un immediato stop alle operazioni belliche, ha altresì sollecitato l’adozione di iniziative immediate tese a contrastare ogni forma di speculazione e di indebito arricchimento e incoraggiare comportamenti mirati al risparmio energetico, implementando in modo significativo l’utilizzo del lavoro agile e da remoto.
Il primo aspetto riguarda le problematiche relative alle politiche energetiche e i riflessi sulla produzione industriale, sui prezzi al consumo, sulla tenuta del potere d’acquisto.
Purtroppo, il nostro Paese è ancora molto indietro nell’utilizzo di ogni forma di energia alternativa e/o biocompatibile, e forte è la nostra dipendenza dalle forniture estere di gas e petrolio.
Fermo restando il cambio di passo ormai ineludibile su scelte strategiche troppo a lungo rinviate e non più procrastinabili, si rende comunque necessario adottare iniziative idonee a fronteggiare, con immediatezza, le ricadute derivanti dal nuovo scenario, sia con riferimento all’utilizzo delle fonti energetiche sia al prevedibile aumento dei prezzi.
Il secondo aspetto è relativo al ruolo delle Pubbliche amministrazioni e al contributo che possono dare al risparmio energetico.
Quello delle Pubbliche Amministrazioni, per l’articolazione diffusa degli Uffici sul territorio e la loro capillarità, è il settore che registra i maggiori consumi di energia, spesso alimentati anche dagli sprechi derivanti da strutture non adeguatamente coibentate, da edifici non a norma e da modalità gestionali non sempre attente.
Allo stesso modo, gli spostamenti casa-lavoro di circa 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici, spesso costretti all’utilizzo del mezzo proprio per le carenze del servizio pubblico o per l’allocazione degli Uffici in località non servite dal trasporto pubblico, incidono in modo considerevole sul consumo dei prodotti petroliferi e aumentano significativamente il costo sostenuto per recarsi al lavoro.
Costi che, tra l’altro, si ripercuotono negativamente anche sullo svolgimento delle attività istituzionali esterne dei pubblici dipendenti (missioni, verifiche, accessi, ecc.), condotte con l’utilizzo del mezzo proprio per la mancanza di quelli di servizio, e il cui rimborso, regolamentato da norme risalenti a circa 50 anni fa, non consente neppure il recupero di quanto effettivamente anticipato dal lavoratore di tasca propria.
In buona sostanza, in questo caso si determinano quindi diverse diseconomie:
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maggiori costi complessivi per una mancata razionalizzazione degli spostamenti verso i luoghi di accesso e verifica;
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riduzione dell’azione di contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi in campo fiscale, previdenziale e della sicurezza sul lavoro;
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costi anticipati dal personale, rimborsati in ritardo e con tariffe non adeguate all’impennata inflazionistiche dei carburanti.
Per i motivi sopraesposti, nelle more delle iniziative di più ampio respiro che, come FLP, sollecitiamo rispetto alle grandi questioni poste a livello geopolitico e internazionale, abbiamo chiesto al Governo di porre in essere tutte le iniziative necessarie per:
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stroncare ogni forma di speculazione;
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adottare modalità di controllo di prezzi e tariffe;
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incoraggiare comportamenti mirati al risparmio energetico, implementando in modo significativo l’utilizzo del lavoro agile e da remoto.
Sulla base di questa precisa richiesta al Governo, abbiamo scritto altresì una specifica nota a tutte le Amministrazioni pubbliche che rientrano nell’alveo dell’art. 1 del Decreto legislativo 165/2001 chiedendo l’immediata emanazione di specifiche disposizioni, anche in forma derogatoria, per rafforzare tutte le forme di lavoro agile e da remoto, superando le ingiustificate resistenze ancora presenti.
Abbiamo inoltre chiesto che, mediante specifici confronti con le rappresentanze sindacali, siano previste ulteriori misure di flessibilità ed elasticità che, nel salvaguardare l’efficacia e l’efficienza dei servizi resi all’utenza, garantiscano un immediato e significativo risparmio energetico, contribuiscano alla salvaguardia ambientale, favoriscano una maggiore conciliazione vita-lavoro e tutelino la tenuta degli stipendi e del loro potere d’acquisto.
Una posizione, questa assunta dalla FLP, che trova sostegno nelle dichiarazioni del Commissario Europeo Dan Jorgensen, rese a margine della riunione dei Ministri dell’Energia dell’Unione Europea, quando ha affermato che “la crisi non sarà di breve durata, e andrà oltre la guerra” e ha invitato gli Stati membri a valutare “misure di riduzione della domanda” dei carburanti, in particolare nel settore dei trasporti, evidenziando strumenti e modalità specifici sui quali puntare, quali la possibile “riduzione di dieci chilometri” della velocità in auto e l’aumento del ricorso al lavoro da remoto.
Raccomandazione quest’ultima sul lavoro da remoto, già formulata nei giorni scorsi dall’Agenzia Internazionale per l‘energia (AIE) con sede a Parigi.












