FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Rimettere le persone al centro
1° Maggio: Lavoro, dignitá e futuro
Rimettere le persone al centro
La celebrazione della “Festa del Lavoro” non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma l’anima della nostra identità nazionale. È il momento in cui occorre ricordare che il Lavoro è il valore fondante che consente di esprimere libertà e partecipazione. Per la FLP questi valori non sono solo principi astratti, ma le fondamenta stesse su cui poggia il senso del servizio quotidiano alla collettività.
Sosteniamo la sfida di una Pubblica Amministrazione che garantisca il pieno esercizio dei diritti di ogni cittadino e che riconosca la centralità di ogni lavoratore.
Un impegno per la Democrazia
La FLP difende attivamente i valori costituzionali, nella convinzione che non può esserci vera libertà senza giustizia sociale e che il lavoro è, e deve rimanere, lo strumento per la piena realizzazione di questa promessa democratica.
Aggiornare i diritti per le sfide di domani
Celebrare il 1° Maggio oggi significa rinnovare l’impegno per una società più equa, dove i diritti non siano solo difesi, ma costantemente aggiornati. In un’epoca di grandi trasformazioni — dalla digitalizzazione allo smart working — i nostri valori ci ricordano che il progresso non deve mai lasciare indietro nessuno. La sfida è quella di una Pubblica Amministrazione etica che metta al centro il benessere lavorativo e la partecipazione attiva, rendendo la tecnologia un alleato della persona e non un limite.
Costruire ponti tra generazioni
Il futuro della Pubblica Amministrazione dipende dalla capacità di onorare un patto intergenerazionale dove l’esperienza di chi ha servito le istituzioni per anni incontri l’energia e l’innovazione dei giovani. Attrarre nuovi talenti per la FLP significa offrire molto più di un “posto fisso”: significa offrire un progetto di vita in una PA moderna, flessibile e trasparente. È questo l’unico strumento per rendere effettivi i diritti dei cittadini e per contrastare ogni forma di inefficienza che ne neghi la dignità.
Garantire la Valorizzazione della Professionalità e del Merito nel lavoro
La nostra Costituzione mette il Lavoro al primo posto, ma per dare un senso concreto alla centralità della persona occorre anche poter riconoscere e valorizzare la professionalità e il merito di tutti coloro che quotidianamente garantiscono il funzionamento della Pubblica Amministrazione. Solo così è possibile abbattere le barriere che ostacolano la competitività e compromettono l’attrattività del lavoro pubblico.
Buon 1° Maggio di dignità, di innovazione e di impegno.
La Segreteria Generale FLP
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FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
Dati preoccupanti, poche le risorse. Urge un confronto con le parti sociali sulle pensioni 2027
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il documento di finanza pubblica.
Dati preoccupanti, poche le risorse. Urge un confronto con le parti sociali sulle pensioni 2027
Nella riunione del 22 aprile u.s., il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato il Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026, che reca la rendicontazione sull’andamento della politica economica 2025 e definisce il quadro macroeconomico di riferimento per la prossima manovra finanziaria.
Solo qualche ora prima della riunione del CdM, era arrivata da Eurostat la doccia fredda con la conferma che il rapporto Deficit/PIL 2025 è fissato al 3,1%, il che non consente al nostro Paese di uscire dalla procedura di infrazione, che, se tutto va bene, è rinviata all’anno a venire. Una doccia fredda, che si innesta peraltro all’interno di un quadro di situazione fornito dal DFP con indicatori alquanto preoccupanti: crescita del PIL 2026 rimodulata al ribasso (dallo 0,7 allo 0,6%); rapporto debito/PIL salito al 137,1% nel 2025, con previsione di ulteriore crescita nel 2026 (138,6%); spesa pubblica lievitata dell’1,9% rispetto all’anno precedente e quella per interessi attestata al 3,9% del PIL, 87 miliardi circa di €, pari a quasi quattro manovre di bilancio, risorse queste tutte sottratte a investimenti e innovazioni; pressione fiscale anch’essa lievitata al 43,1%.
Un quadro macroeconomico che ovviamente preoccupa non poco, e che è dovuto in gran parte, secondo il Governo, agli effetti di cassa legati ai crediti edilizi e bonus vari, un quadro che però potrebbe anche peggiorare nel corso del 2026 in ragione del combinato disposto tra lo shock energetico prodotto dalla guerra in Iran, la fine delle risorse provenienti dal PNR e gli impegni già assunti in sede internazionale in materia di spesa militare, salita nel 2024/2025 dall’1,5 al 2% (+ 12 mld €) e che dovrà salire ulteriormente da qui al 2035 fino al 5%.
Dunque, un sentiero molto stretto per le politiche di bilancio, a meno che l’UE non sospenda o alleggerisca il Patto di stabilità, come peraltro chiede il Governo, e noi pensiamo sia questa una richiesta utile ed opportuna.
Ovviamente, una situazione di questo tipo non autorizza in alcun modo la speranza che la prossima legge di bilancio rechi misure in materia previdenziale di segno decisamente diverso rispetto al più recente passato. A tal riguardo, lo stesso DFP traccia un quadro non proprio ottimistico: la spesa pensionistica è cresciuta dal 2022 al 2025 dal 14,9% al 15,2% (e tale resterà anche nel 2026, per poi salire fino al 15,5% nel 2028), con la previsione di una crescita ulteriore fino al 17,1 % tra 15 anni. Il motivo, si legge nello stesso DFP, sta tutto nelle dinamiche demografiche, in particolare i pensionamenti “delle generazioni del baby boom solo parzialmente compensati dall’innalzamento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento”.
Con questi chiari di luna, pensare alla promessa e auspicata riforma strutturale delle pensioni nell’ultimo anno di legislatura appare altamente improbabile per mancanza delle risorse necessarie, e analogamente improbabile appare la possibilità di introdurre incrementi significativi sui trattamenti pensionistici se non quelli a carattere perequativo in ragione degli adeguamenti ISTAT, e di varare nuove forme di pensioni anticipate, che i recenti dati INPS danno in forte calo (nel primo trimestre 2026, solo 56.004 i trattamenti liquidati di pensione anticipata pari al -8,97% sul 2025, con il crollo di opzione donna ridotto a soli 500 accessi).
Dunque, la pensione di vecchiaia e quella anticipata ordinaria rappresentano sempre più le uniche possibilità di uscita dal mondo del lavoro, con l’aggravante dell’aumento dell’età pensionabile introdotto dalla legge di bilancio 2026 (un mese dal 1.1.2027 e due mesi dal 1.1.2028), rispetto al quale avevamo registrato con piacere l’impegno del SSS on. Durigon a trovare una soluzione, che però appare oggi uaanto mai ardua.
Ebbene, noi pensiamo che, alla luce dei dati di situazione attuali e del quadro macro-economico delineato dal DFP, a fronte della prevedibile scarsezza di risorse che impediranno l’adozione di misure strutturali di riforma della legge Fornero, sia quanto mai urgente e indifferibile un confronto preliminare tra Governo e Parti sociali che metta a punto le misure possibili e praticabili da adottare con la prossima legge di bilancio. Ricordiamo a tal proposito che l’ultima riunione (tavolo tecnico sulle pensioni) è datata 18 settembre 2023, ed è dunque da quasi tre anni che manca un tavolo di confronto tra Governo e Parti sociali in materia di pensioni.
Lo chiediamo invano da tanto tempo, ma mai come oggi appare urgente, necessario e indifferibile. Speriamo davvero che questa volta le attese, nostre e di tutto il fronte sindacale, non vadano ancora una volta deluse.
Il Coordinamento Nazionale CSE FLP Pensionati
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al servizio del bene comune
Innovazione, sostenibilità e intelligenza
al servizio del bene comune
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25 Aprile: la Costituzione come bussola di Lavoro e Democrazia
Il 25 Aprile non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma il cuore pulsante della nostra identità nazionale. Quest’anno, le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, risuonano con particolare forza: la Liberazione è un “momento di coesione” e un fermo “no alla legge del più forte”. Per noi della FLP, questi valori non sono solo principi astratti, ma le fondamenta stesse su cui poggia il senso del nostro servizio quotidiano alla collettività.
La dignità del lavoro contro la prevaricazione
La nostra Costituzione, nata dalla Resistenza, mette il Lavoro al primo posto. Ripudiare la “legge del più forte” significa, nel nostro contesto, battersi per una Pubblica Amministrazione che sia presidio di legalità, uguaglianza e giustizia sociale. Difendere i diritti dei lavoratori non è un atto corporativo, ma un modo per garantire che lo Stato sia al servizio di tutti i cittadini, specialmente dei più fragili, abbattendo quelle barriere che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (Art. 3).
Libertà e partecipazione
Come sottolineato dal Capo dello Stato, i valori di libertà, giustizia, pace e democrazia sono scolpiti nella nostra Carta. Come FLP, crediamo che la democrazia si eserciti anche attraverso la partecipazione attiva e la trasparenza nei luoghi di lavoro. Una PA efficiente, moderna e libera da condizionamenti è lo strumento principale per rendere effettivi i diritti dei cittadini e per contrastare ogni forma di autoritarismo o inefficienza che neghi la dignità del singolo.
Un impegno per il futuro
Celebrare la Liberazione oggi significa rinnovare l’impegno per una società più equa. In un’epoca di grandi trasformazioni — dalla digitalizzazione alle sfide globali — i valori della Resistenza ci ricordano che il progresso non deve mai lasciare indietro nessuno.
La FLP si stringe attorno ai valori costituzionali, riaffermando che non può esserci vera libertà senza giustizia sociale e che il lavoro pubblico è, e deve rimanere, il garante di questa promessa democratica.
Buon 25 Aprile di libertà e di impegno.
La Segreteria Generale FLP
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La FLP impegnata per una rapida sottoscrizione
CCNL Funzioni Centrali 2025-2027
La FLP impegnata per una rapida sottoscrizione
Ma al momento non sussistono le condizioni necessarie per un rinnovo adeguato alle aspettative del personale e alle esigenze del Paese.
Si è tenuta nella giornata di ieri una nuova riunione in Aran nell’ambito del negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali 2025-2027.
L’Aran ha presentato una nuova proposta che sostanzialmente conferma l’impianto delle bozze precedenti, con due sole novità:
• la prima relativa alla ridenominazione dei fallimentari Organismi Paritetici per l’Innovazione in Organismi Paritetici di Amministrazione, con la novità che agli stessi potrebbero partecipare tutte le organizzazioni sindacali rappresentative e non solo quelle firmatarie del contratto, mantenendone sostanzialmente invariati ruolo e scopo (e chi li ha visti in questi anni?);
• la seconda relativa alla previsione che, ove la norma primaria abrogasse il limite massimo del valore dei buoni pasto, ora fissato a 7 euro, le amministrazioni potrebbero aumentarne il valore con le risorse disponibili nel proprio bilancio.
Si tratta di due modifiche,a nostro parere, non solo insufficienti, ma anche potenzialmente in grado di complicare, e non di semplificare, le questioni:
• Dal punto di vista del sistema di partecipazione e di relazioni sindacali, la strada che abbiamo indicato come FLP è quella di rafforzare il sistema contrattuale di informazione, confronto e contrattazione, aumentandone gli ambiti e le materie, che a suo tempo furono inopinatamente sottratti proprio dalla costituzione (si fa per dire) degli Organismi Paritetici “fantasma”.
• Sui buoni pasto, fermo restando la necessità che il Governo rimuova l’attuale e ingiusta differenziazione tra lavoro pubblico e privato in merito al valore dei buoni pasto (ricordiamo che la norma sulla detassazione degli stessi fino a 10 euro nel pubblico si scontra con il limite posto per legge a 7 euro), la proposta Aran si limita a prevedere che, ove questo limite fosse eliminato, ogni Amministrazione, se dispone di risorse di bilancio e se intende utilizzarle, potrebbe aumentarne il valore. Condizione difficilmente verificabile e comunque non sufficiente a garantire a tutto il personale del comparto il sacrosanto adeguamento del buono pasto.
Nel nostro intervento, come FLP, nel confermare quanto già formalizzato con uno specifico documento inviato all’Aran, abbiamo ribadito la necessità di prevedere esplicitamente nel nuovo contratto che, sulla definizione dei sistemi di valutazione, sui piani e sulle modalità applicative della formazione, sui piani di fabbisogno del personale e di sviluppo professionale, sulla rilevazione delle competenze, sul rapporto tra famiglie professionali e profili, sul lavoro agile e da remoto, sulle innovazioni organizzative e sull’utilizzo dell’Intelligenza artificiale, nonché sulla sicurezza e sulla salubrità del lavoro, sia adeguatamente rafforzata la contrattazione nazionale e territoriale, prevedendo esplicitamente livelli regionali e interregionali per quelle amministrazioni articolate organizzativamente su diversi livelli di responsabilità gestionale e operativa.
Così come, sui buoni pasto, fermo restando che la soluzione va ricercata nella modifica normativa e nel reperimento delle risorse, la risposta non può essere una norma contrattuale di rinvio a ciò che potrebbe succedere, certificando però da subito possibili e ingiustificate differenziazioni di un istituto mirato a difendere il potere d’acquisto di tutti i lavoratori del comparto.
Gli altri due capitoli che al momento riteniamo non coerenti con le richieste presentate sono quelli relativi all’ordinamento professionale e agli istituti normativi.
Sull’ordinamento professionale è necessario apportare alcuni miglioramenti che, da un lato, rendano finalmente esigibile l’Area delle Elevate Professionalità, anche partendo dall’esperienza dei CCNL della Sanità e delle Funzioni Locali, firmati successivamente a quello delle Funzioni Centrali, e, nel contempo, garantiscano nuovi sviluppi di carriera e di valorizzazione di ruoli, responsabilità e competenze espresse dal personale nelle amministrazioni, in particolare nell’area dei funzionari, oggi ingessata e appiattita al ribasso da una declaratoria unica che stride con quanto effettivamente viene fatto, a fronte dei diversi e variegati livelli di responsabilità e di processo oggi presenti nelle amministrazioni del comparto.
Così come bisogna intervenire sul trattamento dei turni festivi infrasettimanali, delle trasferte, del regime di godimento delle ferie in materia di programmazione e fruizione, del mantenimento dei livelli acquisiti in caso di vincita di concorso nella stessa o in altra amministrazione, nonché sull’adeguamento del regime dei permessi in caso di malattia alle nuove normative sopravvenute.
La FLP ha sottoscritto il CCNL 2022-2024 convinta anche della necessità di dare continuità al percorso negoziale, al quale ha concorso in prima persona battendosi affinché venissero previsti gli stanziamenti in tempo utile, e quindi ha come obiettivo primario la sottoscrizione del CCNL 2025-2027 il prima possibile.
Ma è evidente che per noi questo deve essere un percorso virtuoso, che deve mettere sul piatto non solo l’erogazione delle risorse, che da sole, è del tutto evidente, non danno senso e qualità al rinnovo, ma anche significativi miglioramenti all’impianto contrattuale che, a differenza delle risorse economiche stanziate nelle leggi di bilancio, è invece nella piena disponibilità delle parti contraenti.
Ricordiamo che il CCNL 2022-2024 ha apportato significativi riconoscimenti in materia di buono pasto in lavoro agile, di istituzione della settimana su 4 giorni, di stabilizzazione delle posizioni organizzative, di maggiori tutele per il personale senior e per quello affetto da particolari patologie.
E quindi, coerentemente con tale impostazione, la FLP si batte per apportare al nuovo testo contrattuale ulteriori e significativi miglioramenti che rispondano alle esigenze prospettate dalle lavoratrici e dai lavoratori e siano in linea con gli impegni assunti a suo tempo con le controparti.
Auspichiamo che, anche sulla base di quanto emerso al tavolo negoziale nella giornata di ieri, si possano trovare in tempi rapidi soluzioni adeguate alle richieste poste.
La Segreteria Generale FLP
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FLP: Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche
La FLP, come già più volte espresso, ribadisce la propria ferma condanna nei confronti di ogni scenario di guerra.
La FLP, ribadisce la condanna nei confronti di ogni scenario di guerra
La FLP, come già più volte espresso, ribadisce la propria ferma condanna nei confronti di ogni scenario di guerra.
e di ogni conflitto armato che inevitabilmente miete vittime innocenti, minando la stabilità globale.
Nel ribadire i principi contenuti nell’art. 11 della nostra Costituzione che impongono il ripudio della guerra come strumento di offesa, la FLP si schiera fermamente dalla parte della pace, della negoziazione e della diplomazia, unici strumenti in grado di costruire un futuro sostenibile.
Il lavoro quotidiano che svolgiamo come sindacalisti all’interno delle pubbliche amministrazioni per garantire servizi sanitari, istruzione, sicurezza, giustizia e tutte le altre numerose funzioni di tutela, ha come obiettivo la costruzione del bene comune.
La guerra, al contrario, agisce come una forza distruttiva che disperde risorse, erode il welfare e mette a rischio la stabilità necessaria al progresso civile.
Come sindacalisti, abbiamo connaturato nel nostro DNA la ricerca continua della risoluzione del conflitto attraverso il dialogo, la mediazione e il rispetto delle regole condivise e riteniamo che tale modello debba essere perseguito ad ogni costo a livello internazionale, come esempio universale di civiltà.
In tale contesto, al di là di qualunque schieramento politico, sentiamo forte l’esigenza, come sindacato, di condividere il pensiero espresso da Papa Leone XIV, che continua a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere pace e riconciliazione tra i popoli.
Come sindacato sollecitiamo, pertanto, le istituzioni ad adoperarsi concretamente per la mediazione e il dialogo, necessari per aprire la strada a negoziati seri e duraturi che pongano fine alle continue escalation belliche.
La guerra non è mai la soluzione, ma il fallimento della diplomazia.
La Segreteria Generale FLP
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Chi siamo
La FLP – Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche è nata nel 1999 con l’intento di organizzare e rappresentare le lavoratrici ed i lavoratori di tutti i comparti del Pubblico Impiego e delle Funzioni Pubbliche.
Si riporta, di seguito, il notiziario CSE Pensionati n. 1 del 3 Gennaio 2025. IL COORDINATORE GENERALE Angelo Piccoli Sul S.O. n. 43/L della G.U. n. 305 del…
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